Consigliamo di affiancarlo a Sygnum Urosyg 2 per pulire bene il tratto urinario dall’infiammazione o da patogeni più rari.
Ingredienti e tenore giornaliero Sygnum Urosyg 1 cistite
D-mannosio 2000mg, Mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpon Aiton) frutti 400mg e.s. tit. 30% proantocianosidi (PAC).
Contenuto Sygnum Urosyg 1 cistite
in pilloliera PET, polvere 50g.
Modalità d’uso Sygnum Urosyg 1 cistite
1 cucchiaino da caffè colmo al giorno.
Caratteristiche Sygnum Urosyg 1 cistite
La formulazione di Urosyg I per le infezioni delle vie urinarie contiene D-MANNOSIO e FRUTTI DI MIRTILLO ROSSO (cranberry) titolati al 30% di PAC (proantocianosidi), concentrazione elevata.
Molto importante affiancarlo subito o successivamente a UROSYG 2, per pulire bene il tratto urinario anche dall’infiammazione o da patogeni più rari.
La cistite e in generale le infezioni del tratto urinario sono incredibilmente diffuse. Sempre più spesso, data la resistenza antibiotica sviluppata dai batteri che le causano, sono recidive e difficilmente risolvibili.
Le infezioni del tratto urinario causano bruciore e dolore persistenti.
Oltre all‘Escherichia coli uropatogeno (UPEC) più comune e conosciuto, le infezioni del tratto urinario possono essere causate anche da Klebsiella pneumoniae, Enterococcus e Staphylococcus.
La sinergia di questi di D-mannsio e Cranberry permette un’azione a 360° contro l’adesione batterica alle pareti della vescica, che causa l’infezione all’apparato urinario:
- il D-mannosio agisce sulle fimbrie batteriche di tipo 1,
- il Cranberry agisce sulle fimbrie batteriche di tipo P.
L’assunzione ideale è a VESCICA VUOTA, al mattino e sera, la sera è fondamentale.
Infatti, durante la notte la stasi urinaria è prolungata: questo permette alle PAC e al D-MANNOSIO di rimanere a lungo nella vescica e aderenti alle pareti, impedendo la colonizzazione da parte dei batteri.
Inoltre, evitare di bere grandi quantità di acqua nell’ora prima e nell’ora dopo l’assunzione, per non diluire eccessivamente la quantità di principio attivo. Si consiglia invece di bere (1,5 – 2 litri) in abbondanza nelle ore successive, affinché avvenga il wash-out dei batteri, che non aderiscono più alle pareti vescicali.
D-MANNOSIO
Il D-mannosio è un monosaccaride, non metabolizzato come nutriente, che viene escreto quasi interamente attraverso le urine, dove esercita la sua azione.
La stragrande maggioranza delle cistiti è causata dal batterio Escherichia coli, ma non solo. Questi batteri possiedono delle piccole proiezioni proteiche chiamate fimbrie di tipo 1, terminano con una proteina (adesina) FimH, con cui i batteri si legano alle pareti vescicali, causando ’infezione.
Quando assumiamo D-mannosio, l’urina si satura di questo zucchero: i batteri, trovando una quantità massiccia di d-mannosio “libero”. Legandosi a quest’ultimo invece che alle pareti vescicali, vengono espulsi con l’urina. Questo impedisce la colonizzazione e la formazione del biofilm, che causano poi infezione e cistite.
MIRTILLO ROSSO – CRANBERRY
Il Vaccinium macrocarpon Aiton, meglio conosciuto come mirtillo rosso americano, Cranberry, rappresenta uno dei rimedi naturali più studiati e validati per la gestione delle infezioni delle vie urinarie, in particolare della cistite (sia in acuto che in caso di cronicità).
Il frutto del mirtillo rosso americano (Vaccinium macrocarpon L.) contiene una miscela di sostanze fitochimiche come proantocianidine (PAC), flavonoidi, antocianine, catechine, acidi fenolici e triterpenoidi, tutti dotati di attività antimicrobica (antibatterica, antimicotica e antivirale) e antiossidante.
Gli studi scientifici si concentrano e validano le proprietà a beneficio dell’apparato urogenitale, in particolare grazie alle PROANTOCIANIDINE (PAC). In Urosyg I infatti, abbiamo scelto un mirtillo rosso con un’elevata densità di principio attivo.
Le PAC agiscono tramite uno specifico meccanismo biochimico: l’inibizione delle fimbrie batteriche.
I batteri uropatogeni (principalmente Escherichia coli, ma non solo) utilizzano delle appendici filamentose chiamate “fimbrie di tipo P” per ancorarsi ai recettori delle cellule uroteatiali e causando poi l’infezione.
Le proantocianidine (PAC) contenute nel Cranberry si legano a queste fimbrie, impedendo fisicamente al batterio di aderire alla parete della vescica e bloccando così l’insorgenza dell’infezione.
Senza adesione alle pareti della vescica, i batteri rimangono sospesi nell’urina e vengono eliminati fisiologicamente con la minzione.




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